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Compila il seguente questionario:


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Sesso

Professione

Età


A FAVORE DEI GIOVANI

1. SOSTITUZIONE DI TUTTI I DIRIGENTI PUBBLICI.

Usando un paragone calcistico, quando una squadra di seria A va male, subito si sostituisce l'allenatore. Quando dalla serie A passa alla C, si sostituisce anche tutta la dirigenza. La colpa dell’attuale sfacelo non è solo dei vari Governi avvicendatisi negli ultimi anni, ma anche dell’incompetenza (talvolta corruzione) della classe dirigente intermedia che gestisce Asl, Ministeri, Aziende pubbliche, Consorzi, Autority, Fondazioni e quant’altro.

2. IL 50% DEI NUOVI DIRIGENTI DI CUI SOPRA DOVRA' ESSERE SELEZIONATO TRA I CITTADINI DI ETA' INFERIORE A 45 ANNI.

L’età media dei Dirigenti italiani è di 59 anni (la più alta d’Europa). Largo ai giovani. Creiamo una "Quota Verde": una percentuale di posti dirigenziali riservata chi non ha mai governato questo paese: i Giovani.

3. RICALCOLO DI TUTTE LE PENSIONI ATTUALMENTE EROGATE.

Tutte le odierne prestazioni pensionistiche dovranno essere ricalcolate con il sistema contributivo. In Italia esiste una disuguaglianza incostituzionale tra vecchie e nuove generazioni, tra chi è oggi in pensione con il sistema Retributivo (anzianità media 58 anni e assegno pensionistico pari all'80% dell'ultima retribuzione) e i Giovani che andranno in pensione con il sistema Contributivo (a 70 anni e con un assegno pari al 50% dell'ultima retribuzione). Le nuove generazioni sono costrette a coprire con i loro contributi (40% dello stipendio lordo) le prestazioni pensionistiche spesso spropositate (500 mila baby pensioni con 20 anni di contributi e 1.500 euro di media) di una minoranza di privilegiati. Verranno fatte salve tutte le pensioni, ricalcolate con il metodo contributivo, inferiori a 1.200 euro (soglia minima di sussistenza).

4. LICENZIAMENTO PER I DIPENDENTI PUBBLICI ASSENTEISTI O CHE HANNO SUBITO CONDANNE PENALI DI I GRADO PER REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

Oggi è praticamente impossibile licenziare un dipendente pubblico, a meno che non commetta un reato gravissimo e, comunque, solo dopo il III grado di giudizio (Cassazione). Occorre una nuova legge che punisca assenteisti, disonesti e lavativi. Se un dipendente pubblico non ha voglia di lavorare, è giusto che faccia posto a qualcuno più motivato e volenteroso (e più giovane). Se i dipendenti pubblici disonesti e lavativi non vengono puniti, si danneggiano e mortificano le tante persone oneste che ogni giorno fanno il loro dovere.


CONTRO LA CORRUZIONE

5. DIVIETO DI CUMULO DEI REDDITI PER LE DOPPIE CARICHE.

I cittadini che occupano più di un ruolo nella Pubblica Amministrazione o in enti e società riconducibili alla P.A., potranno continuare a detenerne al massimo tre, ma percepiranno un solo stipendio. Ad esempio un professore universitario potrà anche essere Presidente di una Comunità montana e di una Fondazione bancaria, ma percepirà uno solo dei tre stipendi che oggi intascherebbe. Sono invece del tutto vietate le doppie cariche elettive (parlamentare, consigliere regionale, provinciale, comunale, sindaco, presidente di regione o provincia).

6. ABOLIZIONE DI TUTTI I VITALIZI.

I Parlamentari (e i consiglieri regionali) ci costano quando sono in carica, quando decadono dalla carica (rendita vitalizia) e persino da morti (reversibilità ai familiari della "pensione" da parlamentare)! Abroghiamo tutti i vitalizi presenti, passati e futuri.

7. RIPARTIAMO DAI COMUNI.

Basta grandi opere pubbliche inutili, investiamo in tante piccole opere utili. Oggi anche i Comuni virtuosi, in base al patto di stabilità, pur avendo i fondi, non possono intervenire sul territorio. Diamo ai Comuni virtuosi la possibilità di aprire cantieri fruttuosi, commissariamo i Comuni economicamente disastrati (ma anche le Regioni). Lasciamo che sia chi conosce il territorio e le necessità della popolazione ad investire il denaro pubblico: avremo anche più controllo (è più facile vigilare sulla Salerno - Reggio Calabria o sul nuovo asilo nido sotto casa?). Un studio economico ha dimostrato che, a parità di importo, l’impatto positivo su Pil e occupazione di tante piccole opere pubbliche è maggiore e più immediato di quello di poche grandi opere (certo è anche meno remunerativo per le lobby di potere).


A FAVORE DELLO SVILUPPO

8. OBBLIGO PER LO STATO E LE GRANDI AZIENDE DI PAGARE I FORNITORI ENTRO 90 GIORNI.

In caso contrario i crediti diventeranno esecutivi e i creditori potranno chiedere il pignoramento dei beni del committente senza bisogno di ulteriori azioni.
Lo stesso obbligo è esteso anche alle aziende private con più di 2 milioni di fatturato.

9. ABOLIZIONE DELL'IRAP PER LE PICCOLE IMPRESE.

In Italia le Piccole e Medie aziende occupano il 70% dei lavoratori dipendenti del settore privato. Dobbiamo difenderle perché sono loro che creano occupazione.

10. ABOLIZIONE DELL'IRAP SUL COSTO DEL LAVORO DI TUTTE LE ALTRE IMPRESE.

Oggi le società pagano una tassa del 4% su stipendi e contributi dei lavoratori. Questa è la classica norma che deprime l'occupazione.

11. OBBLIGO DI STABILIRE PER LEGGE L'INDIPENDENZA ENERGETICA DEL PAESE ENTRO 10 ANNI

Attraverso un piano energetico nazionale basato su politiche di incentivazione del risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili: solare, eolico, ma anche biocarburanti che possono sostituire in massa benzina, gas e gasolio.

12. DAZI SUI PRODOTTI PROVENIENTI DA PAESI CHE NON RISPETTANO LE NORME DI TUTELA DEI LAVORATORI

Oggi tutto viene prodotto in Asia perché costa meno. Ma le aziende di quei paesi non rispettano le norme minime di tutela dei lavoratori. Questa è concorrenza sleale nei confronti dei nostri imprenditori che rispettano le leggi. Loro, che stupidi non sono, i dazi gia’ li hanno: se un’azienda italiana vuole esportare in Cina o Brasile, deve necessariamente produrre in loco, altrimenti i suoi prodotti costerebbero il doppio a causa delle tasse sull'importazione. Ristabiliamo la concorrenza: comportiamoci come loro.

13. RINEGOZIARE IL DEBITO PUBBLICO.

L’Italia ha la pressione fiscale più alta d’Europa. Ha anche il maggior avanzo primario di bilancio (entrate – uscite esclusi gli interessi sul debito pubblico) quindi è lo stato più virtuoso dal punto di vista dei conti pubblici. Eppure il debito pubblico continua ad aumentare. Perché? Ci sono da pagare ogni anno 90 Miliardi di interessi (in aumento). Le componenti della formula del bilancio sono 1. Entrate (Tasse), 2. Uscite (sanità, scuola, stipendi P.A., pensioni, giustizia, difesa...) 3. Interessi sul Debito Pubblico. Finora i vari governi hanno aumentato le prime e diminuito le seconde. Risultato: una Nazione in ginocchio. Non sarebbe molto più semplice rinegoziare il tasso d’interesse? Ma rinegoziare con chi? Francesi, Tedeschi e altri stranieri (40%), banche (20%), fondi e assicurazioni (19%), famiglie (15%). Di certo questi soggetti preferiranno guadagnare un po’ meno, piuttosto che perdere tutto (2.000) Miliardi in caso di fallimento (sempre più vicino) della baracca.

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